lunedì 20 novembre 2017

La Lota ed il lavaggio nasale


PERCHÉ FARE IL LAVAGGIO NASALE?


La pulizia nasale è parte della tradizione popolare in tutto il mondo; molti pescatori l'hanno usato; nello yoga, è noto come neti. L'irrigazione nasale salina è anche un trattamento riconosciuto nella scienza medica; molti medici ORL raccomandano la lota per i loro pazienti.



Il naso è la porta di ingresso delle vie respiratorie e svolge un’azione di filtro rispetto ad allergeni, inquinanti, polveri, virus e batteri.

Il neonato e il bambino piccolo non sanno soffiare il naso, inoltre la forma dell’orecchio, diversa da quella dell’adulto, rende più facile la
risalita del muco e delle secrezioni dal naso all'orecchio: quindi da un orecchio pieno di aria (normale) si passa a un orecchio pieno di catarro
(otite). Inoltre il muco e le secrezioni scendono dal naso alle basse vie respiratorie (bronchiti asmatiche, bronchiti catarrali e polmoniti).

Infine, se il piccolo è raffreddato o ha il naso un pò ostruito, avrà un sonno disturbato e potrà avere problemi a succhiare il latte. Una corretta igiene nasale è di fondamentale importanza, sia nel
trattamento di numerosa patologie respiratorie che nei casi di ipofunzionalità nasale su base anatomica e/o disfunzionale.

La pratica del lavaggio nasale è stata introdotta nel protocollo terapeutico logopedico dalla logopedista Dott.ssa Ana Bertarini, esperta nel trattamento miofunzionale ortodontico e nelle problematiche respiratorie dell’apnea notturna.

L’igiene nasale favorisce la ventilazione.
Si tratta di una tecnica antichissima (Jala Neti), dai benefici effetti, diretti e indiretti, a diversi livelli: dalla rimozione di impurità e secrezioni, all'azione antisettica; dalla riduzione di raffreddori, sinusiti,
infiammazioni, alla limitazione degli spasmi nell'asma bronchiale. Non è assolutamente dolorosa, anche se può sembrare una piccola tortura.
I bambini abituati a farla regolarmente la vivono come una normale prassi.
La tranquillità e la determinazione dei genitori sarà fondamentale per la riuscita.

PREPARAZIONE

Lota
Si riempie l’apposito contenitore, LOTA, provvisto di un beccuccio idoneo ad essere inserito nella narice senza procurare dolore o fastidio, con acqua calda a temperatura di almeno 37°/38° (ciascuno potrà adottare la temperatura dell’acqua in base alla propria tollerabilità pur tuttavia considerando che, a temperature più basse la sensazione di freddo sulle mucose può essere sgradevole). Si aggiunge un cucchiaino (da caffè) raso di sale da cucina sciogliendolo completamente, ottenendo, in questo modo una soluzione lievemente ipertonica (sia una quantità eccessiva che esigua di sale può non essere ben tollerata).
Il modello di lota presentato contiene circa 250ml di acqua, sufficiente per l’igiene quotidiana, inoltre presenta un beccuccio arrotondato che si adatta bene alle narici sia dei piccoli che dei grandi, oltre ad avere una fattura che facilita l’autonomia del piccolo paziente durante la pratica del lavaggio.
Nei bambini molto piccoli, si può effettuare il lavaggio nasale utilizzando una siringa con applicato un apposito beccuccio in gomma (nelle farmacie si possono trovare diversi modelli). Il bimbo può essere disteso su un lettino girato di fianco.

ESECUZIONE
In piedi, davanti al lavandino, far piegare la schiena in avanti e ruotare la testa di lato. Inserire delicatamente la parte arrotondata del beccuccio nella narice destra, l’acqua uscirà per caduta dalla narice opposta (in questo caso la sinistra). Si dovrà raccomandare al bambino di respirare solo con la bocca, tenuta leggermente aperta, senza deglutire.
Lavaggio nasale

L’acqua scorrerà attraverso la narice nelle cavità nasali, interessando per caduta e riempimento i seni paranasali e uscirà dalla narice opposta. Finito il lavaggio, si rialza la testa e si espira dal naso, con ambedue le narici aperte, prima di compiere un atto di deglutizione, quindi si soffierà il naso avendo l’accortezza di chiudere una narice per volta. Si ripete l’operazione dall'altro lato.
Se l’angolazione della testa e del contenitore sono corretti, l’acqua irrorerà i seni frontali e mascellari e fuoriuscirà dalla narice opposta senza passare dalla bocca.
Al termine del lavaggio, si procederà alla pulizia ed alla asciugatura del naso mediante qualche esercizio di soffio e di respirazione.

Al termine del lavaggio, cercate di avvertire il passaggio dell’aria attraverso le narici, inspirando con calma ed espirando in modo prolungato.




Massaggiatore facciale intraorale



COSA PUÒ ACCADERE
Può accadere che introducendo la lota in una narice, la cartilagine dell’altra narice si chiuda, basterà aprire la narice chiusa con le dita della mano in modo da non ostacolare il deflusso dell’acqua.
Può succedere che l’acqua non fuoriesca a causa di una secrezione ispessita e di vecchia data. In questo caso introdurre solo una piccola quantità di acqua in modo da ammorbidire le secrezioni, soffiare con forza dal naso senza premere le narici e ricominciare la pratica. Per le secrezioni più ostinate bisognerà, con pazienza, ripetere più volte la pratica.
Pian piano la soluzione idrosalina, sciogliendo le secrezioni, si farà strada e finirà per defluire regolarmente. Può succedere che gli occhi tendano ad arrossarsi (la soluzione irrora
MANUALE  TEORICO PRATICO DI TERAPIA MIOFUNZIONALE
anche il dotto naso lacrimale), ma questo effetto durerà solo qualche minuto. Può succedere di deglutire la soluzione idrosalina, questo perché, prima di soffiare dal naso, si è compiuto un atto deglutitorio. Ciò non comporta alcun problema tranne il fastidio provocato dal sapore dell’acqua
salata (come accade a volte con l’acqua di mare). Il bambino impara molto presto a coordinare la respirazione evitando che accada ancora. È opportuno che il primo lavaggio venga spiegato ed eseguito dal logopedista o da altra figura professionale che ne abbia la competenza.
Utilizzare una soluzione ipertonica minima (1 cucchiaino raso di sale in 250 ml di acqua) in quanto una dose eccessiva di sale non darà la sensazione di freschezza che genera il lavaggio.

Tratto dal libro della Dott.ssa Ana Bertarini, MANUALE  TEORICO PRATICO DI TERAPIA MIOFUNZIONALE metodi Bertarini a cura di  Anna Bosco



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